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La nostra associazione


Storie di lockdown

E' l'inizio del marzo 2020, un ospite tremendo ed invisibile si sta insinuando con cattiveria nelle case, nei posti di lavoro, nei negozi, negli ospedali. Tante persone ricoverate, tanti morti, ospedali sotto assedio, le autorità che non sanno come gestire il caos, per cui adottano la scelta più radicale per rispondere all'assedio silenzioso: tutti chiusi in casa.

Proprio tutti?? Nooo, da qui inizia la strana primavera di due Rangers: la collega Manuela viene lasciata a casa dal suo datore di lavoro fino al termine del lockdown, io sono in pensione.... abili ed arruolati per aiutare i tanti che hanno bisogno.

Ed il bisogno non tarda a materializzarsi.
I Comuni di Bologna e di San Lazzaro chiedono aiuto, tanto aiuto. Bologna per sorvegliare i parchi, per tenerli vuoti da ogni intrusione, a San Lazzaro serve anche distribuire mascherine (all'inizio introvabili o costosissime) ad anziani ed ammalati e portare le spese a domicilio agli anziani. Dai primi giorni di marzo, ogni giorno feriale, partiamo Manu ed io, con la jeep Rangers, per andare a verificare, a piedi ed in auto, tutti i parchi di San Lazzaro e vari parchi di Bologna. Mandiamo fuori dai parchi soprattutto i proprietari dei poveri cani, che vengono sfruttati per l’ora d’aria dei padroni, cercando di spiegare che le ordinanze sindacali non ammettono eccezioni e ricevendo in cambio epiteti assortiti. Spesso ci rifacciamo poche ore dopo, quando gli anziani ci benedicono per l'aiuto nel fare e portare loro le spese.

Tanti ricordi di quei giorni intensi....l'anziano che troviamo per tre giorni consecutivi seduto in costume da bagno su una panchina di un parco della Ponticella, e che al terzo giorno ci dice, quasi piangendo, che ha perso da poco la moglie compagna di una vita e che non riesce a stare in casa da solo a guardare tutto ciò che la ricorda....beh, il quarto giorno non lo disturbiamo. La signora sui colli che dopo aver raccolto la spesa che le abbiamo lasciato in giardino, ci invita in casa a bere un caffè con lei per farle compagnia...signora, volentieri, ma non possiamo.
Gli ammalati che, appena lasciata la mascherina nella buchetta della posta, corrono giù a prenderla per paura che qualcuno gliela rubi.

E nei weekend riposo? Eh no, via con tutti i colleghi Rangers a pattugliare i parchi di Bologna, scoprendo autentiche meraviglie lungo il percorso del Reno, con gli animali selvatici che stanno poco a poco riappropriandosi dei loro spazi prima occupati dalla frenesia umana e guidando da un luogo all'altro fotografiamo strade prima intasate, come la tangenziale e via Stalingrado, e ora incredibilmente vuote per chilometri.

Andiamo avanti così giorno per giorno, senza interruzioni, fino ai primi giorni di maggio. Passano quei giorni dove sembra che la terra quasi si beffa di noi, donando dei weekend di Pasqua e del 25 aprile miti ed assolati, a dispetto della situazione drammatica che tutti stanno vivendo, cosicché la nostra tristezza per dover operare lontani dalle nostre famiglie anche in questi giorni di festa trova un parziale ristoro.

Ed ancora oggi, pensando a quei giorni intensissimi e straordinari, i colleghi Rangers, per ricordarli con almeno un po' di buon umore, chiamano la Manu e me...”la moglie ed il marito della primavera del lockdown”.

Roberto, Ranger volontario 

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